WESII: con il drone alla conquista di ampie fette di mercato

di ALBERTO BRUZZONE

Con il drone… alla conquista di ampie fette di mercato. Dal 2016 Wesii ha spiccato il volo e non è più atterrata. Anzi, si è alzata su quote sempre più alte e ha saputo svariare in differenti ambiti.

È la storia di successo della Startup fondata tre anni fa dal chiavarese Mauro Migliazzi, che con orgoglio rivendica: «Siamo stati i primi a essere incubati in Wylab».

Oggi Wesii è ancora lì, al secondo piano dell’elegante palazzina che ospitò il Liceo Delpino. Dove ieri si studiavano il greco e il latino, oggi si punta alla tecnologia sotto tutti i profili. Cosa è cambiato, per Wesii, sono il volume di affari e il numero dei dipendenti. Dal solo Migliazzi, si è passati a quindici unità, oltre ai collaboratori esterni.

 

Gli inizi

Migliazzi è un ragazzo pieno di idee e con ottime capacità imprenditoriali, preparatissimo nel suo ambito: «Sono chiavarese – racconta – ma ho vissuto fuori per quindici anni, tra Parma, Milano e l’Austria. Ho studiato alla facoltà di Scienze Ambientali, poi sono stato tra i primissimi a studiare i droni e il loro utilizzo. I primi lavori li ho fatti per il Politecnico di Milano e il Cnr, ma sempre presso aziende private. Qui ho potuto maturare una forte esperienza nel settore delle riprese aeree, anzitutto da satellite, poi sono passato al drone. La differenza non è grandissima, in fondo».

Migliazzi ricorda: «Ho comprato il primo drone nel 2007, quando all’epoca in Italia non esistevano neppure e in pochi sapevano di cosa si trattasse. Andai a comprarlo in Canada. Avevo capito che quel mezzo avrebbe rivoluzionato il nostro futuro. Nel frattempo, continuavo a lavorare per il Cnr, come tecnico del sensore multispettrale, un pezzo unico dotato di ben centodue bande che, montato su un aereo appositamente equipaggiato, consentiva di fare rilevazioni su inquinamento ambientale, classificazione dei tetti, ricerca di amianto e molto altro. Di questo progetto sono stato uno dei responsabili».

Intanto, le competenze sui droni crescevano ed è stato a questo punto che Migliazzi ha visto lo spazio per mettersi in proprio: «C’è stata l’esigenza di riavvicinarmi alla mia famiglia, qui a Chiavari. E, nel frattempo, ho capito che non esisteva nulla in Italia per fare quello che avevo in mente. Così mi sono lanciato».

 

L’incontro con Wylab

Quasi contemporaneamente, sempre a Chiavari, era stato fondato dall’imprenditore Antonio Gozzi, e affidato alla figlia Vittoria, l’incubatore di startup tecnologiche Wylab. L’incontro è stato praticamente un segno del destino: «Sono partito studiando l’applicazione del drone nello sport, in particolare nello studio degli allenamenti e delle tattiche, secondo una visuale sino a quel momento completamente inedita: quella dall’alto. Ho presentato il progetto alla Virtus Entella, poi alla Sampdoria, con mister Giampaolo che l’ha molto apprezzato, e quindi ho fatto alcuni test a Coverciano con la Federcalcio. Ho lavorato parecchio già nel primo anno di vita, portando avanti degli ottimi risultati».

 

Lo sviluppo

Lo spazio per far volare il drone c’era. Ma non solo collegando la tecnica al calcio e allo sport. L’incontro con Gozzi ha aperto un campo ancora una volta inesplorato: quello del drone applicato al settore dell’energia. «Duferco Energia e Banca Patrimoni hanno sottoscritto l’aumento di capitale di Wesii. Oggi il fotovoltaico impiega il 95% del nostro lavoro. Siamo i primi in Italia attraverso quattro società, otto piloti e altrettanti droni. Di cosa ci occupiamo? Effettuiamo, attraverso delle termocamere montate sui droni, i rilievi degli impianti, per studiare come funzionano e testare la loro efficienza e il loro stato di “salute”. Grazie a questa tecnica altamente specializzata, riusciamo a ottenere risultati precisissimi. L’approccio è naturalmente di tipo scientifico e tutto viene svolto in maniera altamente professionale. Attualmente, ricopriamo il 70% del mercato nazionale. Un mercato che sta progressivamente crescendo, come dimensione e come numero. La nostra qualifica è sempre più richiesta. Dobbiamo farci trovare pronti in vista delle future sfide e l’idea di allargarci in tutta Europa è al momento ben presente».

 

Nuove frontiere

Oggi Mauro Migliazzi ha quindici dipendenti e una parte esterna che comprende un team di sviluppatori e i piloti dei droni. «Non ci basta essere i primi sul mercato nazionale nel monitoraggio degli impianti fotovoltaici. Possiamo fare molto di più. Fra tre o quattro anni immagino che saremo costantemente presenti sui mercati europei, ma anche asiatici ed americani. Questo dev’essere il nostro orizzonte». In questo senso, Wesii ha già suscitato parecchio interesse anche da parte del programma Qatar Sports Tech, con cui Wylab ha firmato nelle scorse settimane un protocollo d’intesa per una serie d’iniziative congiunte.

E il calcio, l’antica e primitiva passione? «Non lo abbandoniamo. Abbiamo in programma dei rilievi sulla qualità dell’erba su tutti i campi della serie B, con l’obiettivo di mantenere l’alta qualità del manto erboso, riducendo gli infortuni e i costi di gestione».

Sempre in tema di agraria, Wesii ha sviluppato applicazioni di tecnologia dei droni specificamente progettate per i vigneti. Sono orientate al viticoltore e agli agronomi: dall’analisi multispettrale, attraverso l’elaborazione dell’immagine, viene utilizzata la lunghezza d’onda del vicino infrarosso per generare l’index della vegetazione. Questa tecnica fornisce informazioni preziose su stato della vegetazione e dati di crescita; stato del terreno e concentrazione dei nutrienti; mappe derivate su drenaggio e morfologia del terreno.

Da un drone efficiente… nasce il vino buono.

Per maggiori informazioni, visita il sito di Wesii.

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