SMART WORKING

SMART WORKING

Cos’è lo Smart Working?

Con l’approvazione da parte del Senato del DDL sul lavoro agile (detto anche Smartworking), l’Italia ha cercato di introdurre una normativa in materia di lavoro “al passo con i tempi”.

Lo Smart Working è un nuovo approccio per organizzare il lavoro che mira a portare maggiore efficienza ed efficacia nel raggiungimento degli obiettivi, attraverso una combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione, in parallelo con l’ottimizzazione degli strumenti e degli ambienti di lavoro per i dipendenti.

MAGGIORI INFORMAZIONI

Quali sono i vantaggi dello Smart Working?

Lo smartworking, in un clima di fiducia reciproca, stimola e incentiva il lavoratore al raggiungimento degli obiettivi prefissati legati al lavoro, in modo autonomo. Il risultato è la creazione di un clima fertile, più creativo, più produttivo e soprattutto più performante sia per le aziende che per i dipendenti.

Vantaggi per le aziende

Permette di tagliare i costi fissi come quelli legati al mantenimento delle sedi aziendali e alla loro gestione, fino al 30% (dati: PoliMi).
Secondo il PoliMi, le aziende possono arrivare a risparmiare fino a 1.200 Euro a dipendente.

Vantaggi per le persone

Aumenta la soddisfazione, la motivazione e la realizzazione personale dei lavoratori.
Aumenta la produttività delle persone (+20% dati: PoliMi) e riduce il tasso di assenteismo.

Lo smartworking in cifre

Il 70% degli smartworker dice di sentirsi in un ambiente più salutare rispetto al loro ufficio
Il 64% riesce a completare più in fretta le proprie attività
Il 68% dice di riuscire a concentrarsi meglio
Il 91% vede le proprie interazioni con altre persone migliorate dopo il coworking
Il 60% dice di essere più rilassato in casa dopo lo smartworking
Il 90% dice di essere più sicuro di sé nello smartworking
Solo il 30% delle persone preferisce lavorare negli orari lavorativi standard

La nostra comunità: Freelance;Startup digitali;Web designer;Sviluppatori software;Fornitori di servizi;Tech founders;Menti creative

Secondo Il Sole24ore l’identikit del lavoratore “smart” tipo è uomo (nel 69% dei casi), ha un’età media di 41 anni, e risiede al Nord (52% del campione – 38% Centro, 10% Sud); ma è chiaro che su questi numeri incideranno, ora, le nuove regole varate dal Parlamento tra i cui obiettivi, ha sottolineato Maurizio Del Conte, professore di diritto del lavoro alla Bocconi di Milano, e ora presidente di Anpal , «c’è quello di aiutare soprattutto le donne, le quali, anche per mancanza di adeguati servizi di welfare pubblico, rinunciano al lavoro più che in altri paesi europei, pur di non allontanarsi fisicamente da casa e famiglia».

Secondo l’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano il 17% delle grandi imprese italiane ha avviato nel 2015 (erano l’8% nel 2014) progetti organici di smartworking, introducendo in modo strutturato nuovi strumenti digitali, policy organizzative, comportamenti manageriali e nuovi layout fisici degli spazi. A queste si aggiunge il 14% di grandi imprese che si dichiara intenzionato ad avviare progetti ed un ulteriore 17% che ha avviato iniziative per particolari profili, ruoli o esigenze del personale. Da questi dati è possibile dedurre che quasi una grande impresa su due sta andando in modo strutturato o informale verso il nuovo approccio all’organizzazione del lavoro. Da Vodafone a Bayer passando per American Express sono molte le aziende che in Italia hanno già progetti di smartworking in corso.

L’offerta Top

Abbonamento SmartWorking “SmartProductivity”

  • Accesso 24/7
  • Postazione di lavoro dedicata (scrivania, cassettiera, sedia ergonomica, armadietto)
  • Internet ad alta velocità con Wi-Fi
  • Utilizzo della sala riunioni 2 (su prenotazione)
  • Utilizzo area relax
  • Utilizzo area networking
  • Utilizzo sala break
  • Formazione di base e corso sicurezza
  • Spese relative a sicurezza, energia, acqua, smaltimento spazzatura e riscaldamento, servizio di pulizie

Per le aziende

Abbonamento SmartWorking “SmartCompany”

  • 10 ingressi al mese orario ufficio e scrivania non dedicata
  • Accesso 9-13 / 14-18 dal lunedì al venerdì
  • 5 Postazioni di lavoro dedicate
  • Internet ad alta velocità con Wi-Fi
  • Utilizzo area relax
  • Utilizzo area networking
  • Utilizzo sala break
  • Formazione di base e corso sicurezza
  • Spese relative a sicurezza, energia, acqua, smaltimento spazzatura e riscaldamento, servizio di pulizie

Per le persone

Abbonamento SmartWorking “SmartDynamic”

  • 10 ingressi al mese orario ufficio e scrivania non dedicata
  • Accesso 9-13 / 14-18 dal lunedì al venerdì
  • Postazione di lavoro dinamica e non dedicata
  • Internet ad alta velocità con Wi-Fi
  • Utilizzo area relax
  • Utilizzo area networking
  • Utilizzo sala break
  • Formazione di base e corso sicurezza
  • Spese relative a sicurezza, energia, acqua, smaltimento spazzatura e riscaldamento, servizio di pulizie

La nostra comunità:
Freelance;Startup digitali;Web designer;Sviluppatori software;Fornitori di servizi;Tech founders;Menti creative

Secondo Il Sole24ore l’identikit del lavoratore “smart” tipo è uomo (nel 69% dei casi), ha un’età media di 41 anni, e risiede al Nord (52% del campione – 38% Centro, 10% Sud); ma è chiaro che su questi numeri incideranno, ora, le nuove regole varate dal Parlamento tra i cui obiettivi, ha sottolineato Maurizio Del Conte, professore di diritto del lavoro alla Bocconi di Milano, e ora presidente di Anpal , «c’è quello di aiutare soprattutto le donne, le quali, anche per mancanza di adeguati servizi di welfare pubblico, rinunciano al lavoro più che in altri paesi europei, pur di non allontanarsi fisicamente da casa e famiglia».

Secondo l’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano il 17% delle grandi imprese italiane ha avviato nel 2015 (erano l’8% nel 2014) progetti organici di smartworking, introducendo in modo strutturato nuovi strumenti digitali, policy organizzative, comportamenti manageriali e nuovi layout fisici degli spazi. A queste si aggiunge il 14% di grandi imprese che si dichiara intenzionato ad avviare progetti ed un ulteriore 17% che ha avviato iniziative per particolari profili, ruoli o esigenze del personale. Da questi dati è possibile dedurre che quasi una grande impresa su due sta andando in modo strutturato o informale verso il nuovo approccio all’organizzazione del lavoro. Da Vodafone a Bayer passando per American Express sono molte le aziende che in Italia hanno già progetti di smartworking in corso.

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